Rain must fall

Your every day is full of sunshine... But into every life a little rain must fall...

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Utente: dolcedgiorno
Una serie di salti quantici...

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sabato, 05 settembre 2009

Eccomi qui... una stagione dopo aver preso la mia scelta di pancia.
Già da due mesi e poco più vivo come e dove la mia pancia ha scelto.
E posso dire di aver fatto la scelta giusta, una scelta che rifarei... perché era un'opportunità che andava colta.

E posso anche dire che non ne vale la pena. Vivere lontani da chi e cosa si ama. E dire che io avrei dovuto saperlo più di altri. Eppure avevo bisogno di toccarlo con mano, e sentire che era mia e tutta mia la responsabilità.

E' difficile spiegare, e forse anche da capire. E' difficile anche dirlo, ma sto vivendo qualcosa che mi piace e non mi piace allo stesso tempo, che sento necessario anche se è stata una mia scelta, qualcosa che mi fa soffrire e mi regala soddisfazioni, mi fa sentire triste, fiera e stupida e tutte le cose insieme!
Ho avuto la conferma che l'ordine che avevo dato alla mia lista delle priorità era proprio quello giusto... ne ho avuto la conferma provando ad invertirlo! Ma dovevo farlo.

Ed adesso voglio provare a vivere questa esperienza piena di emozioni contrastanti nel modo più pieno possibile. Voglio imparare, voglio volare in alto anche quando mi manca tanto la terra.

postato da: dolcedgiorno alle ore 15:26 | link | commenti
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giovedì, 18 giugno 2009

Elogio della Follia

Non sono mai stata così "piena" di sentimenti contrastanti come in questi giorni.
E non voglio dire che sia un male, anzi... è comunque una cosa che mi fa sentire viva. E se ho l'impressione che sia tanto difficile prendere la decisione giusta, comunque ho la bella sensazione di essere l'artefice della mia vita.

Questo non toglie che sia stressante pensare tante cose diverse, avere mille paure e speranze insieme, sentirsi ottimista e in un secondo precipitare nella malinconia.
La domanda che mi faccio più spesso ultimamente è "avrò preso la decisione giusta?".

Quando "improvvisamente" (ché poi non è mai davvero all'improvviso) trovi la forza di dire basta ad una vita tranquilla e sicura ma che non è quello che sognavi, per inseguire una passione; quando prendi la coraggiosa decisione di fare quello che chiunque definisce una PAZZIA, lasciare un lavoro sicuro per uno incerto, che ti regala la gioia di fare quello per cui hai studiato, ma in cambio ti chiede di allontanarti da casa e rimandare a data ignota altri progetti a cui tenevi tanto; quando cerchi di volare ma non sai se le tue ali sono fatte per volare in alto e sai che potresti anche farti molto male, ma decidi di provarci almeno...

Ecco, quando raccogli tutta la tua forza e concretizzi la decisione... ti senti euforica!
Sembra che sia tu a fare il tuo destino, pensi che il tuo coraggio verrà premiato, che i primi tempi saranno difficili ma poi tutto si risolverà. E' questo ottimismo esagerato che permette di farle, certe cose.

Ma poi l'euforia svanisce... e ti ritrovi ad alternare momenti di grandi speranze... ad altri in cui hai paura, e ti senti stupida a buttare via quello che avevi.
Ti senti egoista ad aver preso certe scelte. Superficiale, un po' immatura anche... a credere nelle favole, al "tutto finisce bene".

Eppure no.

Eppure io dentro di me so che ho preso l'unica via percorribile. Che ho bisogno di mettermi alla prova e vedere se sono all'altezza del mio sogno. So che la via più semplice, quella asfaltata, non sempre conduce dove vogliamo andare davvero. Meglio metterci un po' di fatica in più, ma poi raggiungere proprio quello che avevamo in mente.

In genere sono brava con le sensazioni... sono brava ad ascoltare "la pancia", a fare quello che non ti sanno indicare ne cuore né mente. Io ho ascoltato la pancia, speriamo che non mi abbia tradito nemmeno questa volta.

postato da: dolcedgiorno alle ore 22:23 | link | commenti (4)
categorie: riflessioni, la mia vita strampalata
martedì, 16 giugno 2009

Poi la strada la trovi da te...

Sono stata a lungo indecisa, dal momento in cui ho capito che volevo e "dovevo" riprendere a riflettere con una penna in mano, o con la tastiera sotto le dita, se cambiare o meno. Una svolta nella nostra vita va sempre celebrata in qualche maniera.: c'è chi taglia i capelli (io ormai sono così affezionata a questo caschetto con frangia che penso di portarlo ancora a lungo!), chi cambia profumo, chi comincia a fare sport, c'è anche chi non fa niente.

Io volevo continuare a scrivere, ma cambiando posto. Per tanti motivi...

Perché quando sono arrivata qui conoscevo praticamente solo splinder come piattaforma blog, e non mi sono nemmeno posta il problema di scegliere: adesso invece potrei farlo, e se lo facessi molto probabilmente non mi "installerei" qui.

Perché non mi piace più molto il template, questo azzurro cupo non mi rispecchia più tanto, vorrei qualcosa di più luminoso adesso... E non vale dire che il template si può cambiarlo; io non cambio il treno di gomme in corsa.

Perché dopo tutto questo tempo -mi paiono davvero secoli, e forse lo sono- il mio stile, e le cose che voglio raccontare, possono essere cambiati, ed io sono per la coerenza. Anche della forma, quando non è possibile della sostanza.

MA.

Ma il punto è che nonostante i salti quantici che descrivono la mia vita... c'è un fil rouge che lega tutto, ed è quasi lapalissiano dirlo, ma sono io. E' così lapalissiano che sono convinta che parecchie volte mi e ci sfugge.

Questa e quella sono sempre io. Sono sempre quella bambina che pensava da grande e parlava con gli adulti, sono sempre io. Il mio pensiero, il mio spirito -e con spirito intendo carattere, la guida più intima delle mie decisioni, il mio modo di ragionare e di emozionarmi- è sempre lo stesso. E' la cosa più coerente della mia vita.

E lo considere un miracolo. Essere stata me da sempre, e aver conservato la me stessa bambina.

E voglio celebrare questo miracolo rimanendo qui... tenendomi questo template che non mi piace tanto, e questa piattaforma che non mi pare il meglio in circolazione. Ma non cancellando e non congelando nulla di quello che ho scritto e fatto finora.

postato da: dolcedgiorno alle ore 19:22 | link | commenti (4)
categorie: riflessioni
sabato, 20 dicembre 2008

Il mio posticino

La pioggia è sempre caduta, continua a cadere e sempre cadrà...
Cambia solo la nostra capacità di proteggersi, di trovare o meno un riparo, oppure di di ballare sotto la pioggia oppure ancora contemplare l'acqua bagnare il nostro viso senza riuscire a spostarsi.

Una volta scrivevo spesso qui, per ripararmi dalla pioggia che cadeva, e per ritrovare il sole messo da parte nelle belle giornare. Poi, l'errore di scambiare fine e mezzo, ed un posticino nato per sfogarsi diventato quasi esercizio di stile, ma senza stile.
E così il posticino si è allagato.

E poi si è allagato tutto il mio mondo, forse era diventato fine e non mezzo anche quello.

Adesso potrei cercare di ricominciare dal posticino, per recuperare anche solo un pezzetto in cui sembra non piovere. Chissà, magari ci riesco.

postato da: dolcedgiorno alle ore 21:15 | link | commenti (2)
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giovedì, 18 settembre 2008

Pezzetti di umanità

Fare cose, vedere gente... mi fa indubbiamente bene! E respirare l'aria della biblioteca in cui ho studiato tanto (tanto?) mi rende propositiva. Così ho ripreso, anche senza obbligo alcuno, a fare la pendolare verso la capitale.

Così tra viaggio in treno, tragitto in metro, pausa al chiostro, giro nei negozi della stazione è varia l'umanità che mi passa sotto agli occhi, e così "gustosa", che non posso fare a meno di annotarne dei caratteri!


dolcedgiorno su flickr

Come il signore che è uscito dalla durante la conferenza, si è seduto sul muretto, ed è stato 10 minuti buoni immobile e con gli occhi chiusi.
Oppure quello che nel coffe break ha riempito ordinatamente il piattino con tramezzini impilati e pizzette, ha preso un bicchiere di succo di frutta, e zainetto alle spalle ha puntato la prima panchina a disposizione, ha disposto tutti i suoi beni intorno a se e ha cominciato a mangiare ed osservare, quasi aspirando alle chiacchiere tra colleghi.
Un viso gentile e timido quel signore.

E una collega ricercatrice, dal viso invece duro ed impassibile, che si è seduta sulla sua stessa panchina... ed hanno passato più di mezz'ora credo così, entrambi soli, entrambi senza parlare, sfogliando senza interesse il programma dell'evento.

Oppure il vecchio tutto preso dallo sfogliare i volumetti nella sezione "vietato ai minori di 18 anni" della libreria della stazione, con il viso incollato ai fogli e le mani agitate.

Che umanità!

postato da: dolcedgiorno alle ore 18:27 | link | commenti (1)
categorie: vita da pendolare, la mia vita strampalata
sabato, 16 agosto 2008

Quella sensazione di fine estate...

Perché sono dopo tutto ancora irrimediabilmente "scolastica" in tante sensazioni e ricordi, perché dopo tutto sono tendenzialmente malinconica, perché la Fine di qualcosa, di qualsiasi cosa, mi rende dolcemente triste, perché adoro i ricordi ed il tempo che passa non mi spaventa ma a volte l'avverto scivoloso come un pezzo di sapone bagnato...

Perché Ferragosto è passato ed oggi mi sono svegliata con un cielo un po' nuvoloso ed un pezzetto di cuore che mancherà all'appello per due settimane, perché  comincio a sentire l'odore dell'estate che finisce e della scuola che comincia, anche se a scuola non ci vado più da tempo, perché in così poco è cambiato così tanto, perché mi dispiace stare lontana da quel pezzetto proprio adesso.. perché la fine dell'estate questa volta significa affacciarsi ad una finestra sconosciuta...

Ecco, per tutto questo sono colma di sensazioni tristarelle ed agrodolci...
e non ho una "conclusione" per questo post. Era solo una somma di perché.

postato da: dolcedgiorno alle ore 18:20 | link | commenti (2)
categorie: riflessioni
martedì, 08 luglio 2008

Metablog

Ovvero riflessioni sul blog stesso.
O meglio ancora, riflessioni sul fornitore di blog.

Capitando sulla home page, si vedono le sezioni "utenti on line" e "blog aggiornati"... ma come mai sono quasi sempre gli stessi a rotazione? Splinder fa una sorta di classifica di utenti e blog? Così... per curiosità!
Vabbè fine del metablog! :)

postato da: dolcedgiorno alle ore 08:05 | link | commenti (3)
categorie:
sabato, 28 giugno 2008

La ferita..

La ferita non è un'invezione, come a volte farebbe comodo pensare...
La ferita esiste, e può fare davvero male.

E gli errori che si tende a fare sono due:
- coprirla e dimenticarla, mentre lei continua sotto sotto a fare male, continuando a cercare di anestetizzarla e renderla invisibile;
- lasciarla del tutto scoperta, esposta ad ogni possibile infezione.

In entrambi i casi le cose peggiorano.
Quello che invece si dovrebbe fare è curarla questa ferita. Proteggerla ma curarla. Capire perché fa male, farne una bella analisi. Ed ogni volta che il male si riacutizza, provare a spiegarsi perché.
Nè troppo ottimismo, né lasciarsi cullare dalla depressione.
Costruttività.

Nessuno ci ha detto che sarebbe stato facile. Ma bello... quello si, ce lo meritiamo.

Heart - Cuore

postato da: dolcedgiorno alle ore 11:51 | link | commenti (2)
categorie: riflessioni
giovedì, 19 giugno 2008

Funziona funziona!!

E' proprio così come ricordavo.. si fa un  po' di sforzo all'inzio ma poi viene sempre più naturale.
Sorridere.

E improvvisamente...

Nel senso più lato che è possibile associare alla parola. Sorridere con la bocca -non me lo sono inventato, l'ho pure letto da qualche parte che proprio l'atto del sorridere rilascia una qualche *ina che regola l'umore!  è per questo che ogni tanto mi sorrido da sola allo specchio come una scema.

Sorridere con gli occhi,  sorridere col cuore. Anche quando succede qualcosa che non ci piace... perché a sorridere quando va tutto bene siamo capaci tutti!

Imparare, o re-imparare, a pensare "non ne vale la pena", che non è un pensiero di rinuncia, ma è un attribuire la giusta importanza alle cose.
Imparare a giudicare di meno, ad essere meno distruttivi... e molto più costruttivi. Pensare a come realizzare una cosa, quando manca.

Era questo il segreto, adesso me lo sto ricordando...

postato da: dolcedgiorno alle ore 19:15 | link | commenti (3)
categorie: riflessioni, il sole nel cuore
martedì, 17 giugno 2008

Ci separeremo...

Perché il momento lo richiede, perché ormai lui non può fare più niente per me ed io non so aiutarlo a tornare come prima, perché separarmi da lui mi darà qualcosa in questo momento così miserabile. Perché mi si è presentata l'occasione, e non posso fare finta di niente.

Ma questo non toglie che sarà sempre parte dei miei ricordi... il primo ed indimenticabile. Quello che mi ha accompagnato nei giorni difficili della stesura della prima tesi, che ha seguito i miei primi passi nel mondo del lavoro e della ricerca. A volte è stato un peso, ma sempre amatissimo.
Ma è stato anche quello che mi ha lasciato da sola così, senza motivo, all'improvviso... anche se l'avevo intuito che c'era qualcosa che non andava quei giorni. E così ne ho dovuto cercare un altro, in fretta e furia.

Ma io non dimenticherò mai i nostri momenti insieme, il suo viso quadrato come piace a me, il rumore impercettibile che faceva quando lo usavo... il suo "crepo" che mi ricordava della tragedia della caduta, quando ho temuto di perderlo.

Addio, piccolo D600..

postato da: dolcedgiorno alle ore 12:41 | link | commenti
categorie: la mia vita strampalata